Riceviamo e pubblichiamo:
Cara Montichiari Città,
ho letto con malcelato stupore le note che << LA BRUGHIERA>> accompagna agli auguri per un felice 2010. Nell’ultimo numero del loro giornale online si riporta la lettera che la sedicente Lega Montichiari ha pubblicato su “Bresciaoggi” dove, tra le altre inattendibili affermazioni, parla di “grande compromesso storico”, cioè dell’ appoggio del PD locale alla candidata (PdL e Lega Nord) Carzeri in cambio di due “ipotetici” assessori, nei giorni finali dell’ultima campagna elettorale. E ciò nonostante la presa di posizione pubblica del PD in cui affermava di lasciare libertà di voto ai propri sostenitori.
Crudele destino quello del partito di Bersani, accusato dagli uni (Area Civica) di essere responsabile della vittoria della Lega Rosa (per non essersi battuto al fianco della Carzeri) ed ora dagli altri (Lega Montichiari) di essersi venduto per due lenticchie. Si spera che la verità balzi ora agli occhi di tutti.
Quell’ipotetici la dice lunga sulla veridicità dell’affermazione degli (ex) leghisti. Infatti all’inizio ho parlato di stupore perché a me i fatti risultano in modo completamente rivoltato.
Potrei dire: io c’ero (agli incontri tra le forze politiche nei giorni che precedettero il ballottaggio), ma direi a mia volta una falsità. Però sono il cugino dell’amico del nipote del cognato di un personaggio che a quegl’incontri ha partecipato davvero. Che poi ne ha parlato con il cognato, che a sua volta ne ha riferito al nipote; quest’ultimo si è confessato con l’amico, che ha trasmesso al cugino (il sottoscritto) gli esiti di quegl’incontri.
Sul primo, quello tra il duo Carzeri-Verzelletti con i rappresentanti del PD, c’è poco da dire. Semplice esposizione delle intenzioni programmatiche degli “apparentati”; loro dichiarata intenzione di ridare all’intero consiglio più ampia possibilità di partecipazione, di riaprire i consigli d’amministrazione delle società partecipate alle opposizioni. Cioè un modo nuovo di governare la cosa pubblica, senza più quelle assolute chiusure (da padroni) che la giunta Rosa aveva praticato nel decennio. Tutto qui.
Sul secondo, quello tra i rappresentanti PD e i rappresentanti della Lega Rosa (presenti la candidata Zanola, il proconsole Gelmini, il segretario Mutti ed il capogruppo Togni) la trafila dei si dice (dal politico al cognato, poi al nipote, all’amico, fino al cugino- sempre il sottoscritto-) è stata alquanto più ricca. Solita manfrina iniziale a vanto dei propri (clamorosi ?) successi e vituperi di ogni tipo sugli avversari Carzeri-Verzelletti. Non avevano (a quel momento) deciso di rispondere o meno alle domande poste nella lettera aperta del PD alle due candidate. Sapevano che la rappresentante del PdL aveva risposto, ma come poteva il Pd credere a quelle promesse senza dubbio da marinaio?
Un’alleanza tra la Sinistra ed i loro naturali avversari (PdL e Lega Nord) appariva loro innaturale. A livello locale sarebbe stato più realistico un non pronunciamento ufficiale, ma una convergenza nei fatti con le loro Liste civiche, che tanto (??) bene avevano gestito la cosa pubblica in quegl’anni.
Alla precisa domanda, avanzata da uno dei rappresentanti PD, se risultassero veritiere le voci di un’offerta della Lega Rosa all’UDC di un assessorato in cambio di un loro sotterraneo appoggio, non vi fu decisa risposta affermativa, ma i sorrisini, le strizzate d’occhio, i leggeri assensi provenienti dai movimenti dei loro visi, dette la precisa sensazione che l’affermazione avesse reali fondamenta.
Ma non ci si fermò lì! Un potente rappresentante della Lega Rosa aggiunse: “ Se tanto mi dà tanto, un assessore all’UDC che ha preso poco più di 200 voti, a voi –con circa 1000- come minimo ve ne potremmo dare il doppio”. Seguirono altri sorrisetti, battute, ma la boutade era stata lanciata, vagava nell’aria, nonostante il secco rifiuto del capodelegazione del PD. Nessuna alleanza era possibile tra le due forze, stante l’assoluta differenza di visioni politiche.
Quindi a parlare di assessorati, semmai, non è stato il duo Carzeri-Verzelletti, ma la Lega (cosiddetta) di Montichiari, convinta di poter impunemente “girare le frittate” a suo piacimento. Arte in cui eccelle da tempo e che ha raggiunto l’apice (il capolavoro) contrabbandandosi quale forza avversa alle discariche, dopo avere autorizzato rialzi, raddoppi, affiancamenti per milioni e milioni di metri cubi.
Non ci resta che sperare che la cosiddetta “gente” cominci ad aprire gli occhi, capisca in che mani siamo capitati (vedi vicende Assom, Velodromo, squadra di Pallavololo a Monza con conseguente abbandono del PalaGeorge). E che guardi al futuro con meno pregiudizi, conformismi, riluttanze, ma sappia cogliere quelle opportunità positive che via via si presenteranno. Magari a partire dalle elezioni per le Regionali di marzo.
Queste le speranze di quel rappresentante del PD, così come le ha espresse al cognato (questa volta senza implorarne la discrezione), che poi le ha confidate al nipote, che a sua volta le ha esternate all’amico, che non poteva sottacerle al caro cugino, che sono sempre io.
Il cugino che sa
La lettera è firmata (nota della redazione)
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