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luglio 22nd, 2010 | Author: montichiaricitta

  Riceviamo e volentieri pubblichiamo un interessante articolo del maestro Monteclarense di Arti marziali Ciro Varone:

                   L’educazione dei bambini nelle arti marziali

La filosofia e la pedagogia su cui si basa la pratica di un’arte marziale, che si potrebbe definire anche “educazione dinamica”, presentano il vantaggio, a differenza dell’ascolto passivo di un semplice insegnamento scolastico, di coinvolgere il bambino nella sua globalità “dalla testa ai piedi”.

Resnais Laborit spiega con ordine come situazioni esistenziali intollerabili, che normalmente porterebbero a serie patologie siano molto ben tollerate se si ha la possibilità di lottare con il corpo e con la mente; in questo senso quale strumento è più idoneo di un’arte da combattimento?

Nei bambini il malessere si manifesta attraverso difficoltĂ  caratteriali che sfociano in vere e proprie forme di devianza: bullismo, fobie e patologie legate alla nutrizione sono la manifestazione di una sofferenza e di un disagio psichico che disturbano la crescita equilibrata e serena del fanciullo.

La dimostrazione concreta di questo disagio che si evidenzia nell’anello più debole della catena “il bambino”, è solamente un primo segnale della sofferenza dell’intera filiera che è legata al fanciullo: famiglia, scuola e ambiti sportivi hanno probabilmente gli stessi problemi anche se camuffati e all’apparenza non visibili, ma che il bimbo rivela attraverso le varie forme di disadattamento e di “strani comportamenti”.

Il disagio dei giovani non nasce solo dalla malattia dalla disubbidienza e dalle diverse forme di violenza, ma anche da quelle forme di “adultismo e specializzazionismo” che oramai, insieme ai problemi di devianza e lassismo vengono perpetrati ai danni dei bambini con la scusante di farlo per il loro bene. In certi casi per fare vincere una competizione al ragazzo allenatori e famiglia sono disposti a convincerlo di “darsi un aiutino” con la chimica o truccando l’esito della gara.

Quanti sono oggi gli insegnanti e i genitori che si pongono la domanda “educo per fare uscire il meglio dal bambino o perchĂ© voglio che il bambino sia quello che io non sono stato?; E’ piĂą importante che diventi un campione o che cresca un uomo equilibrato?

Si educa se c’è libero arbitrio, l’educazione senza la sincerità del rapporto allievo-maestro non può che portare all’ indottrinamento, l’imposizione e l’imitazione portano all’ assenza di personalità, un uomo senza personalità è come un albero secco, non può dare frutti.

L’insegnante di karate per mezzo della contemporaneità e del duplice rapporto istruttore di tecnica e maestro di vita può, forte di questo dualismo, improntare un relazione particolare che pochi insegnanti di altre discipline dispongono, stabilendo così un sano rapporto tra allievo-maestro, educatore ed educando.

Citando uno dei piĂą grandi pedagoghi di tutti i tempi, Paolo Freire :“nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la collaborazione del mondo“.

           Ciro Varone

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agosto 21st, 2009 | Author: montichiaricitta

Riceviamo dal maestro Ciro Varone, Direttore tecnico dell’ ASD, ten-no karatedo Montichiari,

un interessante articolo  sul rapporto bambini-sport che pubblichiamo volentieri.

 

                Il nostro mondo: il karate

 

Il mondo “moderno” č caratterizzato da una competitivitŕ esagerata.

Questo imperativismo non “rispetta” neppure il pianeta dei piů piccoli, i quali anche nello sport, in quei momenti che dovrebbero essere puramente ludici, si trovano scaraventati in un circuito di costante richieste di performance, diametralmente opposte a ciň che dovrebbe essere per lo loro la pratica sportiva.

L’obiettivo principale della nostra societŕ č il raggiungimento di una redditivitŕ che molto spesso falsa i veri valori della vita e che, di conseguenza, porta all’insoddisfazione e alla malattia tipica dell’uomo moderno: l’indifferenza e il torpore dello spirito.

Noi genitori sempre piů concentrati sui nostri bisogni carichiamo sin da piccoli i nostri figli di “ansia da prestazione” che di conseguenza porterŕ loro ad abbandonare precocemente la pratica sportiva, senza che questi abbiamo afferrato i veri valori che qualsiasi sport, non condizionato dall’agonismo esasperato, intrinsecamente porta.

 

Se le associazioni sportive di qualsiasi natura capissero di “parlare ai giovani” con un progetto sportivo ad ampio respiro, che intende coinvolgerli in un percorso di formazione che comprende non solo la prestazione fisica ma anche valori umani, allora si dovrebbero collocare su un piano diverso da quello della semplice e scontata equazione : “se č bravo gioca, altrimenti guarda quelli piů bravi e dotati di lui”; questo č principalmente ciň che succede oggi nello sport agonistico e anche nel mondo degli adulti, tale “carrierismo” č ciň che ci siamo creati noi adulti ma che i bimbi non comprendono e tantomeno accettano.

 

Come alternativa a questo “arrivismo precoce” le scuole di arti marziali si propongono con un programma per i bambini molto interessante e anche notevolmente educativo e formativo. Senza tema di smentita credo che non esista nessuna attivitŕ che si pone come obiettivo principale la “pratica per tutta la durata della vita”, in giapponeseKarate no shugyo wa issho de aru”.

 

Oggi le famiglie e quelle istituzioni piů sensibili ai problemi giovanili si rivolgono alle arti orientali cercando di intrecciare con loro rapporti dove i valori umani e filosofici, tipici di tali attivitŕ, possono concorrere ad una sana crescita dei bambini e dei giovani.

Attraverso questo particolare sviluppo e interscambio umano-culturale nasce una grande “scuola di vita e di formazione” portatrice di valori oggi quasi tutti dimenticati.

Le arti marziali non hanno “contratti con sponsor”, pertanto non devono portare risultati a tutti i costi, la forma mentis dei “Maestri” differisce da quella degli istruttori sportivi, poiché gli stessi sono cresciuti assaporando e apprezzando la pratica fisica come crescita intima personale, l’obiettivo č ben diverso da quello che rincorre il risultato agonistico.

 

Per tutti quei bambini e bambine, e per i genitori e i nonni, i quali potrebbero, con la loro partecipazione all’attivitŕ, essere parte integrante di questo progetto formativo familiare , coloro che volessero osservare da vicino e provare fisicamente, dal primo di settembre hanno un’occasione unica offerta dalla nostra associazione “Ten- no karatedo”, che riapre le porte della proprio dojo (palestra), tutti i martedě e venerdě dalle 18.30 alle 19.30 per i bambini e dalle 19.30 alle 20.30 per gli adulti presso la palestra delle scuole elementari di Montichiari si terranno i corsi di karate educativo, inoltre per le donne č stato studiato un corso particolare di autodifesa denominato “progetto donna sicura”; per info: www.ten-nokaratedo.it Oppure mobile 348.5807661.

 

Maestro Ciro Varone

Direttore tecnico

A.S.D. Ten-no karatedo Montichiari

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