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Ordine del Giorno
-DELIB. N. 20 – ESAME ED ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PRG AI SENSI DELL’ART. 2 COMMA 2 LETT. A) DELLA L.R. 23/1997 PER LA LOCALIZZAZIONE DI OPERA PUBBLICA DI INTERESSE PUBBLICO CONSISTENTE NELLA REALIZZAZIONE DI SVINCOLO A CARATTERE ROTATORIO IN VIA F. CAVALLOTTI.
-DELIB. N. 21 – MODIFICA ALLA CONVENZIONE PER VARIANTE AL PROGRAMMA INTEGRATO D’INTERVENTO DENOMINATO ISOLA VERDE SPA – LOMBARDA PREFABBRICATI SPA IN VIA LEVATE.
-DELIB. N. 22 – ESAME ED ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PRG AI SENSI DELL’ART. 2 COMMA 2 LETT. B) DELLA L.R. 23/1997 PER MODIFICA DIMENSIONI E POSIZIONAMENTO DI ROTATORIE IN LOCALITA’ CASERMONE E ADEGUAMENTO CARTOGRAFICO DEL P.I.I. DI VIGHIZZOLO.
-DELIB. N. 23 – ESAME ED ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PRG AI SENSI DELL’ART. 2 COMMA 2 LETT. A) DELLA L.R. 23/1997 PER LA LOCALIZZAZIONE DI OPERA PUBBLICA DI INTERESSE PUBBLICO CONSISTENTE NELLA REALIZZAZIONE DI NUOVA STRADA DI PRG DI COLLEGAMENTO FRA VIA F. CAVALLOTTI E VIALE EUROPA.
-DELIB. N. 24 – ESAME ED ADOZIONE DEL PIANO DI LOTTIZZAZIONE DELLE AREE A DESTINAZIONE RESIDENZIALE SITE IN MONTICHIARI, FRAZ. NOVAGLI, DI PROPRIETA’ DEI SIGG.RI BERLATO MARIA, TRECCANI LUIGI, DANESI ANGELO E ORLANDI GIUSEPPE, IDENTIFICATE CATASTALMENTE AL FG. 84 MAPP.LI 73 – 76/P – 78/P – 90 – 91 – 407 – 408/P – 419, IN VARIANTE AL PRG AI SENSI DELL’ART. 2 COMMA 2 LETTERA F) DELLA L.R. 23/1997 E AI SENSI DELL’ART. 3 DELLA L.R. 23/1997 E ART. 25 DELLA L.R. 11.03.2005 N. 12.
-DELIB. N. 25 – INDIRIZZI IN MERITO ALL’IMPIANTO DENOMINATO ASM/APRICA.
-DELIB. N. 26 – INDIRIZZI IN MERITO ALL’IMPIANTO DENOMINATO VALSECO-SYSTEMA AMBIENTE.
-DELIB. N. 27 – INTERPELLANZA IN MERITO ALLE RISORSE UTILIZZATE NELL’ANNO 2009 NEL CAPITOLO “CULTURA” PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE INSIEME PER MONTICHIARI.
-DELIB. N. 28 – INTERPELLANZA SU PIANO DI LOTTIZZAZIONE 1 UBICATO IN VIA NAPOLEONICA – LOCALITA’ NOVAGLI: CHIARIMENTI IN MERITO A REALIZZAZIONE DI NUOVA ROTATORIA, PRESENTATA DAI GRUPPI CONSILIARI POPOLO DELLA LIBERTA’ E AREA CIVICA MONTECLARENSE.
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Segnaliamo che pervengono numerose lettere dei cittadini monteclarensi sulle varie questioni che interessano la nostra città.
Abbiamo quindi deciso di aprire una nuova Pagina ( Lettere al direttore) nella quale potrete leggere tutto quanto i cittadini ci scrivono.
Ricordiamo che la responsabilità dei contenuti delle lettere è esclusivamente dei firmatari delle stesse che possono chiedere di non apparire con il proprio nome e cognome ( nel qual caso provvederemo ad apporre la dicitura “lettera firmata”).-
Il giorno 7 del mese di marzo dell’anno 2010, presso la sede della costituente Associazione denominata “Comitato SOS Terra Montichiari”, in Montichiari (BS), fraz.Vighizzolo, via S.Giovanni, n. 253, si sono riuniti i seguenti soggetti:
Luca Baratti Lussignoli;
Luigi Capuano;
Gabriele Piazza;
Gianluigi Rosa;
Sabina Sabattoli;
Fabio Speranza;
Luca Togni;
Sabrina Tononi;
Maurizio Zaja.
Vengono eletti all’unanimità dal Consiglio Direttivo:
Gianluigi Rosa, quale Presidente e Legale Rappresentante;
Sabrina Tononi, quale Vice Presidente;
Gabriele Piazza, quale Tesoriere;
Luca Baratti Lussignoli, quale Segretario;
Maurizio Zaja, quale Vice Segretario.
Luigi Capuano, quale gestore del sito;
Vengono, altresì, eletti all’unanimità Barbara Padovani, Eliana Tononi e Marcos Luciano, i quali ricopriranno la carica di membro del Consiglio Direttivo.
In quanto alle iniziative, sono tante e diverse, siamo in contatto con altri Comitati dove scambiamo informazioni e documenti, abbiamo iniziato la raccolta delle firme e il testo della petizione è visibile dal nostro sito, appunto per una corretta informazione e chiarezza.
Abbiamo iniziato un tesseramento al 18/03/10 il quale ci da un aiuto economico, in quanto fino ad ora ci siamo autofinanziati, utilizzando anche risorse proprie, computer, stampanti, cellulari, affitto sede, registrazione dello statuto, marche da bollo, assicurazione, ecc.
Ci teniamo a precisare che rispetteremo il nostro statuto e che nessuno di noi mai riceverà nessun tipo di compenso a nessun titolo, il nostro tempo sarà sempre una donazione alla causa e nel rispetto di chi ci appoggia.
Da parte nostra l’impegno sarà costante nel tempo anche se abbiamo un lavoro e degli impegni familiari insostituibili, cercheremo di sensibilizzare ed informare più cittadini possibili, daremo modo a chi si propone di aiutarci in modo controllato ed informato.
Sabato 20/03/10 ci siamo presentati al sindaco Elena Zanola ed al vice sindaco Gianantonio Rosa, che ci hanno ricevuto presso le sale del comune di Montichiari, dove dopo le formalità si è accennato su come unire le forze e cosa si può fare, inoltre li abbiamo invitati a partecipare ad un incontro pubblico nella palestra di Vighizzolo, cosa che si potrà realizzare nei primi giorni di aprile e subordinato agli impegni della palestra stessa.
Ci teniamo sempre a ribadire che non ci affiancheremo o coalizzeremo a nessun partito o movimento politico, la nostra associazione sarà indipendente, apolitica e apartitica, il nostro scopo è solo quello menzionato nello statuto.
“Associazione: “Comitato Montichiari SOS terra”
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Si è tenuta nel pomeriggio di sabato 13 marzo nella sala della ex biblioteca in via xxv aprile l’annunciata festa per il tesseramento organizzata dal circolo locale di Legambiente.
Ne abbiamo approfittato per fare quattro chiacchere con due dei responsabili, Diego Bodei e Luciano Gerlegni.
Alla domanda su cosa pensi Legambiente di tutto il fervore ambientalista di questo periodo da parte delle forze politiche monteclarensi e delle varie associazioni Bodei e Gerlegni hanno ribadito che
“ La nostra priorità è portare avanti con forza il discorso sulla qualità dell’ambiente, se sulla questione le forze politiche e sociali mostrano più attenzione che in passato non possiamo che esprimere soddisfazione anche se non ci nascondiamo la possibilità di strumentalizzazioni e per questo dobbiamo rimanere vigili.”
Proseguendo nella conversazione abbiamo chiesto se la risonanza assunta dalla questione “Discariche ed amianto” in questi ultimi tempi possa concretamente portare ad uno stop o se il tutto si risolverà in una bolla di sapone, i nostri interlocutori hanno risposto che…
“Naturalmente auspichiamo che si arrivi ad uno “Stop” definitivo anche se siamo consapevoli della necessita’ di arrivare ad un “no” all’insediamento di ulteriori discariche attraverso un approfondimento della questione con l’ausilio di precisi studi tecnici che possano aiutare in modo decisivo tutto l’iter oppositivo ai nuovi progetti.
Abbiamo poi chiesto, per concludere, cosa pensa e come si pone il Circolo ambientalista monteclarense nei confronti del neonato Comitato “Montichiarisosterra”, ci è stato risposto che…
“Da parte nostra c’è stata e ci sarà sempre attenzione e collaborazione nei confronti di tutti i circoli, le Associazioni e tutti coloro che hanno a cuore la questione ambientale nel suo complesso, proseguiremo anche le attività intraprese con le scuole elementari e con la Coop che ha dimostrato particolare sensibilità sul tema. Invitiamo pertanto tutti i cittadini ad una costante mobilitazione su un problema, come quello ambientale, che riguarda tutti, giovani e vecchi, uomini e donne, proprio perchè , salvaguardando “ la salute del territorio” in cui viviamo, salvaguardiamo anche la “nostra salute”.
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Il pomeriggio è poi proseguito in allegria. Il famoso attore monteclarense Angiolino Filippini, con la bravura che tutti ormai gli riconoscono, ha letto alcuni passi tratti da opere di Calvino e Benni inerenti al tema ambientale, mentre il noto gruppo musicale “Carmina Blues” ha eseguito alcuni coinvolgenti pezzi del suo repertorio riscuotendo numerosi applausi da parte del folto pubblico presente.
Non poteva mancare, tra una lettura e un brano musicale, la degustazione delle invitanti torte curate dallo staff della celebre pasticcera vighizzolese Monica. I dolci erano naturalmente confezionati con i tipici prodotti artigianali offerti dalla Cascina “Galiner” di Vighizzolo.
A cura della redazione.-
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Anche Montichiari fa quadrato contro l’invasione delle discariche. Il tema ha monopolizzato la seduta del Consiglio comunale dell’altra sera che ha praticamente fatto da prologo alla missione al Pirellone di una delegazione della Giunta guidata dal sindaco Elena Zanola. Ieri, gli amministratori del Comune della Bassa hanno consegnato al governatore della Lombardia Roberto Formigoni un corposo dossier che – sintetizzando i motivi di contrarietà – diffida la Regione ad autorizzare un pacchetto di nuove discariche.
UN’INIZIATIVA CHE ASSUME un peso specifico alla luce dell’imminente campagna elettorale. A Formigoni è stata recapitata anche la mozione del Consiglio comunale e la relazione di Legambiente e Arpa che lancia un grido d’allarme sulla presenza di polveri nocive nell’atmosfera e nelle acque delle falde di Montichiari. Alla Regione e di conseguenza alla Provincia è stato chiesto di respingere le richieste di attivazione degli impianti di smaltimento rifiuti proposti da «Bernardelli inerti», «Gedit» ed «Ecoeternit». La delegazione di amministratori di Montichiari ha inoltre proposto di archiviare il procedimento relativo all’impianto «Aspireco» per il trattamento dell’amianto. Tornando al Consiglio comunale, l’assessore all’Ecologia Sandro Zampedri e quello al Bilancio Massimo Gelmini hanno illustrato l’evoluzione dello stato di salute dell’ambiente locale partendo dal 1986, anno in cui iniziò ad operare «la madre di tutte le discariche, la Pulimetal». Davanti a una sala gremita di cittadini, sul maxi schermo sono state proiettate immagini e foto aeree della pletora di cave e discariche che costellano la zona della Fascia d’oro e nell’enclave fra Vighizzolo Castenedolo e Ghedi. «Montichiari non può più sopportare il peso di altre attività ad alto impatto ambientale – ha sottolineato il sindaco -: ognuno dei 22 mila abitanti della nostra città ha in media sulle spalle 615 metricubi di rifiuti provenienti da ogni angolo d’Italia. Abbiamo deciso di opporci ad ogni altra autorizzazione».
AD IRRITARE LA GIUNTA ma anche la comunità, la classificazione della Regione che ha identificato Montichiari come un’area «vocata» allo smaltimento dei rifiuti. «Una definizione che respingiamo con forza» ha affermato Elena Zanola. Per rendere l’idea della gravità della situazione basta comparare il carico-rifiuti locale con quello dei paesi limitrofi che pure ospitano delle discariche. La differenza è enorme: 24 metri cubi per Lonato, 69 per Rezzato, 91 per Castenedolo, 100 per Ghedi e 396 per Calcinato. Il sindaco ha esaurito la discussione complimentandosi con l’attività del Comitato spontaneo di Vighizzolo. A tal proposito, Elena Zanola ha sollecitato i cittadini di esprimere apertamente il proprio dissenso verso cave e discariche. «Tanto più – ha aggiunto il primo cittadino annunciando per il mese di aprile un convegno sui temi ecologici proprio nella frazione simbolo della battaglia in difesa dell’ambiente – che la vostra voce sarà amplificata dal clima della campagna elettorale».
(Da Bsoggi del 26/02/2010)
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| Il Tar ferma la discarica di amianto | ||||||
| giovedì 11 marzo 2010 | ||||||
| (red.) Il Tribunale amministrativo regionale di Brescia ha temporaneamente accolto il ricorso del Comitato contro le nocività di Brescia e San Polo contro l’insediamento di via Brocchi, dove dovrebbe essere collocata una discarica di amianto in grado di ospitare il materiale inquinante recuperato dall’edilizia, prevalentemente lastre di eternit (leggi qui). La decisione dei giudici amministrativi è temporanea, poiché il Tar ha chiesto alla Regione Lombardia un’integrazione della documentazione a sua disposizione sull’iter di autorizzazione dell’insediamento. Il Tar ha anche già fissato la data della prossima riunione in cui verrà data una risposta definitiva (salvo ricorso al Consiglio di Stato) sulla questione: il 28 aprile prossimo. Questa decisione blocca comunque per il momento i lavori scattati da qualche settimana sull’area, dopo lo sgombero del presidio organizzato dagli ambientalisti e dai cittadini della zona.( da Quibrescia)———- ——————– 2^ Puntata:
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L’amianto è un killer silenzioso, che non ha fretta e per questo è ancora più insidioso. Non ci si ammala nel momento in cui si viene a contatto con le fibre d’asbesto, né il giorno dopo né il mese successivo. Le malattie (asbestosi, placche pleuriche, carcinoma polmonare e mesotelioma) insorgono anche 15, 20 anni dopo la prima esposizione.
“Dopo l’inalazione cronica prolungata nel tempo di amianto è possibile, a distanza di parecchi anni dalla prima esposizione, lo sviluppo di malattie gravi e debilitanti che coinvolgono principalmente il polmone”, scrive la Regione Lombardia nella relazione 2008 sul Piano regionale amianto della Lombardia (Pral).
L’amianto può colpire tutti, senza distinzione, “ma coloro che sono stati a contatto con l’amianto per ragioni lavorative sono sicuramente gli individui più esposti all’insorgenza di queste malattie” sottolinea Fabrizio Speziani, capo dipartimento di prevenzione medica dell’Asl.
Un’esposizione che si estende anche ai famigliari dei lavoratori dell’amianto in quanto sono venuti a contatto con gli indumenti (in particolare nella spazzolatura delle tute) o i materiali di lavoro
Per questo motivo i lavoratori di imprese che hanno trattato asbesto (definiti ex esposti) vengono tenuti costantemente sotto controllo. “Pur non esistendo, sulla base di conoscenze attuali, validi metodi di screening per i tumori professionali da amianto, si ritiene che la sorveglianza sanitaria degli ex esposti sia utile in quanto consente di ricostruire la storia dell’esposizione, di informare il soggetto sui rischi legati alla passata esposizione, nonché di informare sulle possibilità diagnostiche, terapeutiche e medico-legali per le eventuali patologie correlate”, si legge nella relazione.
Non esiste però sorveglianza che possa prevenire l’insorgenza delle malattie legate all’amianto. Una volta innescato il ciclo del male, 15 o 20 anni fa o anche di più, non si può fare nulla per invertirlo. Solo nel caso dell’asbestosi (una fibrosi che rende il polmone non elastico e porta all’insufficienza respiratoria cronica) una diagnosi precoce può aiutare a rallentarne la progressione.
È il mesotelioma però il grande sorvegliato speciale nel campo di queste malattie. Si tratta della neoplasia maligna specifica causata dall’esposizione a fibre di amianto. In questo caso “la sorveglianza sanitaria ha solo lo scopo di indagare l’origine professionale in quanto non è disponibile alcuna terapia efficace per variare la prognosi”, si legge ancora nella relazione.
Per questo la Regione Lombardia ha istituito fin dal 1998 un registro in cui vengono censiti per anno i nuovi casi di mesotelioma in ciascuna provincia.
Dal 2000 al 2007 nella provincia di Brescia sono stati segnalati, fra certi e probabili, 131 casi di mesotelioma maligno. A Milano sono stati 386, a Bergamo 174. Queste tre sono le province maggiormente colpite dall’insorgenza di questa malattia in Lombardia. Da sole, infatti, coprono il 65,9% dell’incidenza totale del mesotelioma: in tutta la regione i malati sono 1.050.
Di questi oltre la metà, il 52,7% ha contratto la malattia sul posto di lavoro. Per un altro 13,4% la professione c’entra in modo possibile o probabile. Nello specifico, sono i lavoratori di industrie tessili, metallurgiche ed edili quelli ad essere stati maggiormente esposti alle fibre d’amianto.
(Silvana Salvadori- Qui Brescia)
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L’ultima relazione sul Piano regionale amianto della Lombardia (Pral) stima che in tutta la provincia di Brescia ci siano 446.473 metri cubi di cemento amianto da smaltire (leggi il documento). Ma tra la discarica di San Polo in via Brocchi (80.000 metri cubi) già autorizzata, quella di Montichiari (480.000 metri cubi) che ha ottenuto una Valutazione di impatto ambientale favorevole, e quella di Travagliato (435.000 metri cubi) che è in attesa del responso della Via, la nostra provincia si appresta a ricevere nelle sue terre oltre 1 milione di metri cubi di amianto provenienti dall’Italia del Nord.
Una prospettiva preoccupante, visti gli effetti che l’inalazione del minerale può produrre sulla salute umana (leggi l’articolo).
“La nostra è una provincia già massacrata, non capisco perché Brescia dovrebbe avere le discariche di amianto per tutta la Lombardia”, sostiene Mario Capponi, presidente cittadino di Legambiente. “Perché noi dobbiamo farle per tutti? Perché tutti i viaggi dei rifiuti sono a senso unico verso Brescia? Ci sono altre soluzioni possibili e sarebbe bene prenderle in considerazione”.
Insomma, mentre nella nostra provincia sono stati individuati 4.015 siti in cui è presente l’amianto (leggi la prima parte dell’inchiesta di quiBrescia.it), qui finirà oltre un terzo dell’asbesto che si stima essere presente in tutta la regione. C’è da chiedersene il motivo.”Sono contrario alla libera circolazione dei rifiuti, anche di quelli contenenti amianto”, ha spiegato a quiBrescia.it l’assessore all’Ambiente di Palazzo Broletto, Stefano Dotti. “La Provincia di Brescia ha sempre adottato al riguardo un criterio di autosufficienza, cioè ogni provincia si dovrebbe gestire i suoi. Invece la Regione ha un’ottica diversa e considera lo stesso criterio nella visione complessiva regionale”.
A San Polo la battaglia contro la discarica
Intanto per la discarica di San Polo, che verrà gestita dalla Profacta spa, l’autorizzazione a riempire la ex cava con rifiuti contenenti amianto c’è già e da un giorno all’altro le ruspe potrebbero iniziare i lavori.
Contro questa autorizzazione si sono mossi i residenti di San Polo e Buffalora, rappresentati dal Comitato difesa salute ambiente (Co.di.sa.) e dal Comitato spontaneo contro le nocività. Insieme, proprio nei giorni scorsi, i due comitati hanno fatto ricorso al Tar contro l’apertura della discarica (leggi la notizia).
Tra l’altro questa nuova discarica, come si legge nell’autorizzazione integrata ambientale (Ippc) rilasciata alla Profacta il 10 febbraio 2009, è situata vicino ad un’altra mini discarica di amianto già attiva: “La società istante (sempre la Profacta) risulta già esercente l’attività di gestione di una discarica per inerti, con cella dedicata alla smaltimento di rifiuti costituiti da cemento-amianto, localizzata nel sito adiacente a quello in oggetto ed ora in fase di post-gestione operativa”. Insomma una discarica tira l’altra.
Dal Parco delle cave alla Cittadella dello sport
Ma ha senso che un nuovo impianto di smaltimento venga situato proprio dove gli abitanti di San Polo e dintorni vorrebbero fosse realizzato il Parco delle cave, un progetto della vecchia amministrazione comunale che però è rimasto solo sulla carta?
In quella parte di territorio cittadino, la giunta Paroli progetta di costruire la Cittadella dello sport, che quindi finirebbe proprio sopra una discarica.
“Al momento stiamo studiando la compatibilità dell’area con il nostro progetto”, ha spiegato a quiBrescia.it l’assessore all’Ambiente del comune, Paola Vilardi, “perché vogliamo dare alla collettività le strutture sportive di cui ha bisogno. Dal palazzetto dello sport alle piste di atletica e, perchè no, anche allo stadio”. La volontà c’è, bisogna capire se, oltre alla compatibilità ambientale, c’è anche quella economica.
Ma la presenza della discarica di amianto in quella posizione non crea troppo disturbo: “I tecnici mi hanno assicurato che, così com’è stata progettata, la discarica è la più sicura in assoluto”, ha ribadito l’assessore Vilardi.
Per Travagliato e Montichiari c’è ancora tempo
Travagliato e Montichiari, invece, si trovano in due posizioni diverse. Per la prima discarica, richiesta dalla Cerca srl, la Via (Valutazione d’impatto ambientale) è ancora in fase di redazione.
Per la seconda, della Ecoeternit srl, la Via è già stata valutata favorevolmente ed è in corso l’istruttoria per l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Fra le due, è la discarica d’amianto di Montichiari ad essere in uno stadio più avanzato dell’iter burocratico per ricevere l’autorizzazione.
A Travagliato il sindaco Dante Daniele Buizza ha già ribadito più volte la propria contrarietà allo smaltimento sul proprio territorio.
“Sebbene in questo ambito il nostro parere non sia vincolante, noi ci esprimeremo contro la realizzazione di queste discariche”, ha ribadito anche l’assessore provinciale Dotti.
Il Pral regionale (leggilo qui) indica nel 2015 la data in cui tutta la Lombardia deve essere liberata dall’amianto.
E già nel 2005 la situazione delle discariche di amianto lombarde veniva definita deficitaria rispetto alle reali necessità. È quindi difficile supporre che, una volta che la Via risultasse positiva, la Regione possa bloccare l’autorizzazione alla nascita di queste aree di smaltimento.
L’unica remota possibilità resta un ripensamento, o una diversa proposta, da parte degli stessi privati che costruiranno la discarica.
Ma a Montichiari è in arrivo un nuovo impianto
A Montichiari l’opposizione più accesa, di cittadini e Legambiente, si concentra però in questo periodo contro un impianto di inertizzazione dell’amianto proposto dalla società Aspireco srl, al momento l’unica alternativa conosciuta al conferimento dell’asbesto in discarica.
L’assessore Dotti, invece, è favorevole alla realizzazione di questa attività di inertizzazione dell’asbesto perchè “ne eliminerebbe definitivamente la pericolosità e lo renderebbe utilizzabile come materiale per il fondo stradale, quindi ci sarebbe bisogno di meno cave per la ghiaia e meno discariche dove conferire il residuo trattato”.
“Se dal 2005 (data in cui è entrato in vigore il Pral) a oggi nessun impianto di inertizzazione è entrato in funzione, credo sia difficile che nei prossimi cinque anni si riesca a smaltire tutto l’amianto in questo modo. Per questo restano necessariue le discariche”, ha spiegato Dotti. “Tuttavia non dobbiamo allarmare i cittadini ma essere seri e avvalerci dello strumento della pianificazione piuttosto che continuare a rincorrere le emergenze”.
A meno che i ricorsi al Tar contro le discariche non sortiscano qualche effetto.
Una mediazione è possibile? “La mediazione politica è sempre auspicabile, sia a livello provinciale sia a livello locale. Ma, sebbene abbia visto sindaci predicare bene e razzolare male, la verità è che una volta che la Via è favorevole, gli enti locali hanno poche carte in mano da giocare”, ha concluso l’assessore Dotti.
(S.S. Qui Brescia)
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L’Associazione Comitato Montichiari SOS Terra Invita la cittadinanza all’ INCONTRO UFFICIALE che si terrà GIOVEDI 18 MARZO alle ore 20.30 presso il Centro Parrocchiale di Vighizzolo (Montichiari -BS).
Scopo dell’associazione di carattere APARTITICO E APOLITICO è quello di riuscire a tutelare il nostro territorio da un processo di escavazione continuo che negli anni ha dato origine al fenomeno tristemente noto con il nome di DISCARICA. Forse è proprio arrivato il momento dii dire BASTA
a tutto questo PER LA SALUTE NOSTRA E DEI NOSTRI FIGLI.
Argomenti della serata:
- Presentazione Membri Comitato, con eventuale risposte a domande.
- Raccolta Frima
- Tesseramento
ASSOCiAZIONE COMITATO SOS TERRA MONTICHIARI.
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Il Comune di Montichiari finisce in tribunale per «discriminazione». Il 4 marzo, il sindaco Elena Zanola sarà chiamata a rispondere davanti ai giudici in merito al ricorso presentato da un cittadino immigrato residente a Montichiari, da Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) e dalla Fondazione Piccini per la supposta «discriminazione» con cui sarebbe gestita l’iscrizione dei cittadini stranieri (regolari) all’anagrafe monteclarense. In parole povere: un italiano che si trasferisce a Montichiari e fa domanda di residenza la ottiene dopo pochi giorni, per uno straniero invece l’attesa media varia da otto mesi a un anno.
Una prassi ormai consolidata che crea non pochi problemi agli immigrati. Il certificato di residenza infatti è indispensabile per le pratiche relative al rilascio della carta di soggiorno, per le domande di cittadinanza (per cui serve appunto la certificazione di dieci anni di residenza), ma anche per l’accesso ai servizi comunali e per eventuali agevolazioni sul rette e servizi.
Secondo il Coordinamento immigrati della Cgil (sportello di Montichiari) il denominatore comune dei ritardi sarebbe «l’arbitrarietà con cui l’amministrazione rilascia il certificato di residenza agli stranieri che soggiornano regolarmente sul territorio». Il problema – di cui in passato si è occupato a più riprese anche Bresciaoggi – si ripropone ormai da diversi anni: «riceviamo moltissime segnalazioni da parte di stranieri regolari – affermano dalla Cgil – costretti ad attendere per diversi mesi prima di ottenere la certificazione della residenza a Montichiari».
C’è anche chi sta peggio: «Ci sono lavoratori dipendenti a cui è stata rifiutata la residenza perché assunti “solo” con contratto a tempo determinato – spiegano gli operatori dello sportello –. Ci sono anche casi di coppie miste (che il Comune si era precedentemente rifiutato di sposare) in cui al coniuge italiano la residenza è arrivata subito, mentre la consorte straniera da otto mesi è ancora in attesa.
«Fisiologiche lungaggini burocratiche» che, secondo gli amministratori, riguardano tutti («anche i padani») e sarebbero dovute all’immensa mole di pratiche da esaminare («dalle 500 alle 700 all’anno» secondo Gianantonio Rosa, ex primo cittadino e attuale vice sindaco di Montichiari). Secondo il sindacato, invece, i ritardi riguarderebbero solamente i cittadini stranieri. Tra gli altri, spicca il caso limite di un uomo «giunto in Italia vent’anni fa a seguito di un ricongiungimento famigliare – raccontano gli operatori – che, dopo aver perso il lavoro a seguito della difficile congiuntura economica si è visto anche sospendere la residenza».
A conferma della tesi «discriminatoria», un documento con il logo del Comune di Montichiari (firmato proprio dal vice sindaco Rosa) riservato ai soli cittadini extracomunitari in cui vengono elencate le carte da esibire per la richiesta di residenza (tra le altre): «l’ultima busta paga, il Cud, e una copia del contratto di lavoro». Per Asgi e Fondazione Piccini tanto basta per presentare ricorso: «se ad un italiano questa documentazione non viene richiesta – dicono – potremmo trovarci di fronte ad un episodio di discriminazione».
La replica del Vicesindaco Rosa:
Per molti, ma non per tutti. Le pratiche di rilascio della residenza a Montichiari passano tutte (o quasi) sul tavolo del vicesindaco di Gianantonio Rosa che prova a scherzare sui ritardi nella consegna del certificato ai cittadini stranieri regolari: «È come quando inviti una bella ragazza a ballare, mica sempre ti dice di sì». In realtà poi c’è poco da ridere, visto il ricorso pendente contro il suo Comune. Sulla questione, lo stesso Rosa ammette di aver «creato qualche grattacapo al sindaco Zanola – dice-. Effettivamente c’è un cittadino straniero che dice di aver atteso per troppo tempo la residenza, avrà anche le sue motivazioni ma i tempi sono questi». All’origine dei disguidi nessun problema di discriminazione. Anzi il vice sindaco tranquillizza tutti: «Gh’è mia nient de vessatorio – dice -. Esaminiamo dalle 500 alle 700 domande di residenza all’anno, presentate anche da cittadini italiani. Vogliamo conoscere con precisione chi viene a vivere dalle nostre parti». Resta solo una domanda: l’eventuale richiesta di residenza da parte di un italiano senza lavoro che vuole trasferirsi a Montichiari viene accettata oppure no? «Tutti possono fare la domanda – risponde Rosa -, ma non è sufficiente. Se chiedo a una bella ragazza di andare a ballare e lei è d’accordo, allora si va a ballare in caso contrario… no.-
( Da Bsoggi del 2 marzo)
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MERCOLEDI’ 24 MARZO 2010
Facoltà Ingegneria Università di Brescia – : “Lo stato delle tecnologie per il
trattamento dell’amianto. Tecnologia e localizzazione dell’impianto Aspireco.”
TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI
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